Il corso di tornio intermedio

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Se il corso base mi aveva insegnato a stare al tornio, quello intermedio mi ha insegnato a dialogare davvero con l’argilla.

Ancora una volta da Sigrid Ceramics, ancora una volta con Paolo (PotSoul) come maestro. Un punto fermo, ormai. Anche qui abbiamo mantenuto una tradizione che mi è diventata cara: prima di iniziare ogni nuova lezione, ci si prende il tempo per rifinire i pezzi della settimana precedente. Mirette, lame, attenzione. È un momento di silenzio operativo che prepara le mani e la testa a quello che verrà dopo.

Poi si entra nel vivo.

Una delle prime tecniche affrontate è stata il neriage, mescolando due argille diverse per ottenere un effetto marmorizzato. Un lavoro che richiede controllo già nella fase di preparazione della massa, perché il disegno nasce prima ancora di arrivare al tornio. Vedere le venature emergere mentre il pezzo prende forma è una piccola magia, ogni volta diversa.

Abbiamo poi lavorato sulle texture, introducendo strumenti nuovi e possibilità inattese: ribs dentate per creare segni ritmici sulla superficie e l’uso del silicato di sodio per ottenere effetti di crackle, crepe controllate che danno profondità e carattere alla pelle del pezzo.

Le forme si fanno più complesse e meno “scolastiche”.

Un chip and dip plate, dove funzionalità e composizione devono convivere.

Un vaso a ciambella cava, che mette alla prova equilibrio, continuità e controllo dello spessore. Oggetti che non perdonano distrazioni.

C’è stato anche un piccolo bonus personale: oltre agli esercizi proposti, sono riuscito a realizzare una brocca e un porta spazzolini. Segnali importanti, perché indicano che le mani iniziano a muoversi con un’intenzione propria, non solo seguendo le istruzioni.

L’ultima lezione al tornio è stata, come ormai da tradizione, una sfida. Questa volta: creare un vaso usando più argilla del solito, con una mano sola, lavorando in coppia con un’altra persona. Coordinazione, fiducia, ascolto. Non solo della materia, ma anche dell’altro. Un esercizio che sembra quasi performativo, e che insegna quanto il controllo non significhi rigidità. Ovviamente il caso ha voluto che fossi in coppia con la mia compagna di disagi condivisi e acquisti impulsivi: Arianna (Ceramicsbyarte)

L’ultimo incontro è dedicato alla smaltatura di tutti i pezzi. Cristallina e altri smalti, scelte ponderate e un pizzico di rischio. Poi il forno, e l’attesa. Sempre lei.

Ora resta solo una cosa da fare: pregare che Paolo decida di aprire un corso di tornio per esperti. Perché quando arrivi a questo punto, capisci che non stai cercando un traguardo. Stai cercando di continuare.

L’argilla è ancora umida.

Il sentiero è tracciato.


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